Anti-corruption

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Gli scandali in corso che coinvolgono i partiti politici e la classe politica sono diventati così endemici della democrazia italiana che la sua credibilità è stata indebolita.

Il problema è ancora più grave se consideriamo che nel tempo i partiti politici si sono allontanati dalla loro giurisdizione originaria e hanno occupato ogni nicchia del settore pubblico. Hanno il potere di supervisionare le candidature e le nomine alle più alte cariche istituzionali; prendono a mano il Consiglio di amministrazione di grandi e piccole società pubbliche; decidono le politiche del paese; e avere una mano nella spesa pesante del denaro pubblico, mascherato prima come finanziamento pubblico e ora come rimborso spese elettorali.

Questo è il motivo per cui un PARTY REFORM è indispensabile.

L’articolo 39 della Costituzione italiana fa riferimento a questo tema: “Ogni cittadino ha il diritto di stabilire liberamente le parti per contribuire a determinare le politiche nazionali attraverso processi democratici”.

Questo ci dice solo che, per il costituente, i partiti politici sono associazioni libere e democratiche composte da cittadini. Gli altri due articoli della costituzione italiana relativi all’articolo no.49 (articoli 18 e 98) non approfondiscono ulteriormente i dettagli. L’articolo 18 riguarda il diritto all’associazione, mentre l’articolo 98 impone limitazioni sull’adesione al partito. La cautela incorporata nella Costituzione non deve sorprendere : quando è stata scritta, una delle priorità era senza dubbio quella di salvaguardare la libertà dei partiti politici e di non interferire con il loro potere regolatore interno.

Oggi, in un contesto completamente nuovo, la regolamentazione dei partiti politici non può più essere rimandata. Allo stesso tempo, ci sono anche gruppi che rientrano nel diritto privato, come le fondazioni che, per essere legalmente riconosciute, devono superare una pesante burocrazia e solo dopo possono iscriversi al registro locale delle persone giuridiche . Non è chiaro il motivo per cui ciò non dovrebbe applicarsi anche ai partiti politici che, da un lato, svolgono un ruolo importante nella società, mentre dall’altro godono di ingenti quantità di fondi pubblici.

Va da sé che non è facile stabilire dei limiti, oltre al fatto che la mano della legge che interviene nell’organizzazione di un partito politico potrebbe mettere a repentaglio la sua autonomia e avere ramificazioni indirette sull’identità ideologica del partito. Ma questo non può interferire con il diritto di un cittadino di chiedere che i fondi pubblici siano assegnati solo ai partiti politici secondo la legge.

Naturalmente, sembrerebbe ingenuo pensare che una legge basata sull’articolo n. 49 possa fornire la soluzione a ogni perversione del sistema partitico. Lo statuto e le regole non possono garantire da solo migliori o più partiti politici morali . Tuttavia, imponendo determinati obblighi, i legislatori possono ottenere almeno due elementi. Possono monitorare le parti al fine di garantire un sistema democratico che incoraggi i cittadini ad essere più attivi in ​​politica, come sostenuto dalla Costituzione. Contribuirebbe inoltre a una maggiore trasparenza nella gestione dei partiti politici , rendendo i rimborsi elettorali e ogni altra forma di finanziamento pubblico nel rispetto degli obblighi legislativi. Ma non deve essere obbligatorio. La nostra proposta è quellale parti devono essere autorizzate a scegliere se sottoporsi o meno alle disposizioni legislative, poiché saranno a conoscenza del fatto che condizionerebbero il diritto di avvalersi di finanziamenti pubblici.


La nostra proposta

Le cose si sono mosse in questa direzione negli ultimi anni, con il decreto legge n. 14 del 28 dicembre 2013, successivamente modificato con la legge n. 13 del 21 febbraio 2014 riguardante: “L’abolizione del finanziamento pubblico diretto – disposizioni sulla trasparenza e la democrazia dei partiti politici e regolamentazione dei contributi volontari e indiretti per il sostegno finanziario. “

The norm marks a huge step forward, but it focuses mainly on abolishing election reimbursements, something that was roundly demanded by the public as retribution for increasingly ineffective politics. But the parties’ real leverage lies elsewhere, namely in their power to appoint roles, something which has not been regulated in the very least. The obligations for democratic practices within the party, law no.13, falls short on this aspect, as it merely imposes formal boundaries on democratic decision-making.

The situation calls for greater action. We have put forward our proposal in a publication compiling the European recommendations for this matter, particularly those of the Group of States against Corruption (GRECO).

Some of our ideas have been incorporated into a Law Bill, but more must be done if parties are to be revolutionised, politics shielded from corruption, and a fully functioning democratic system established.

Promulgating a law based on article no.49 could also be the opportunity to transfigure the governing class. For example, looking at the political parties’ clear inability for self-amendment, lawmakers could incorporate into the party bylaws a maximum number of terms for an elected position (i.e. no more than three), even if inconsecutive. This does not only result in new incumbents, but would also have positive effects for the moral aspect, as the turnover would reduce the likelihood of clientelism, especially in high positions.

The disincentives, naturally, will play an essential role. The parties that concede exceptions to term-limitations should be excluded from any election reimbursement. This means that the law would require the delegation of an autonomous watchdog. The periodic publication of the inspection results on the web would automatically entail in a further disincentive – the loss of voter approval.

the-world-bank

World Bank’s activity in the sector of Anti-corruption starts from the strengthening of Public Institutions. How can Public institutions be strengthened? Through continuous evaluations of their performance and Transparency.

cq5dam.web.540.390

The fight against corruption in the PA needs to be built on a solid basis of Transparency, without letting it become a mere façade. Transparency alone is not enough: we need to evaluate activities and results of a PA, we need a continuous monitoring of the data collected concerning not only balance sheets, but also…

b1We have secured contacts with the PARTY LAW PORTAL at the University of Leiden in the Netherlands, which conducts research and comparative analyses on political party regulation throughout the European democracies, by building a database of active laws, information and updated news.

 


esimoFondazione Etica è stata riconosciuta per le migliori pratiche dal GRUPPO DI STATI CONTRO LA CORRUZIONE (GRECO) , la massima autorità in materia di anticorruzione in Europa. Il gruppo è poco conosciuto in Italia, ma è stato istituito diversi anni fa in seno al Consiglio europeo per monitorare l’ integrità, la trasparenza e la lotta alla corruzione in tutta l’Unione europea .

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